mercoledì 22 luglio 2009

Il Partito del Sud purtroppo esiste già da 60 anni


“Il dibattito intorno alla possibile nascita di una formazione politica ‘meridionale’ è assurdo. Il partito del Sud, purtroppo, esiste già da più di sessant'anni. E' una formazione trasversale, che ha sempre bloccato ogni ipotesi di riforma e sviluppo di questo Paese”. L'analisi è del deputato della Lega Nord Marco Rondini che, al riguardo, sposa le recenti dichiarazioni del Ministro per la Semplificazione Normativa Roberto Calderoli. “Il nostro coordinatore delle Segreterie nazionali - spiega Rondini - ha ragione. Le pretese rivendicazioni portate avanti da certi esponenti politici del Mezzogiorno, altro non sono che rigurgiti di assistenzialismo. Un maldestro tentativo di ridare corpo al fantasma della questione meridionale per mettere il silenziatore alla ben più concreta questione settentrionale che, grazie alla Lega di Governo, è stata finalmente affrontata. Spiace constatare che anche qualche collega del Pdl sembra lasciarsi coinvolgere da questo progetto senza futuro”. Rondini infine replica all'intervista rilasciata dal Ministro Ignazio La Russa al quotidiano La Stampa. Per l'esponente leghista, l'ex reggente di An sbaglia quando afferma che “la Lega è nata dal basso con persone sconosciute, germinando un sentimento poco nobile quale era il disagio verso quelli come me, nati al Sud e trapiantati al Nord”. “Il nostro movimento - sostiene il parlamentare del Carroccio - interpreta da sempre un genuino sentimento autonomista e da sempre è formato da persone che vogliono prima di tutto essere padroni a casa propria. Fra questi, anche molti meridionali di prima o seconda generazione, che fin dagli albori della Lega e anche durante gli anni in cui il Movimento percorse la strada della secessione, hanno contribuito al nostro radicamento sul territorio. I sentimenti poco nobili di cui parla il Ministro La Russa, non sono mai stati nel nostro dna. Non per niente - conclude Rondini - la Lega prende voti soprattutto nelle zone operaie e popolari, spesso abitate proprio da cittadini di origine meridionale, che evidentemente si sentono più rappresentati da chi si batte per chi vive, lavora, opera al Nord, che da chi, pur essendo eletto nel nostro territorio, spesso ragiona con la "testa" a Roma”.

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